STORIA DELLA CRISI DEI MATRIMONI

Il declino del matrimonio tradizionale e la diffusione di una molteplicità di tipologie familiari sono dei chiari indicatori dei cambiamenti avvenuti nel modo di concepire la famiglia oggi.
Dagli anni '60 è cresciuta una sorta di disillusione nei confronti della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio, su una discendenza numerosa e su una rigida distinzione dei ruoli tra marito e moglie (l'uomo con il ruolo di leader strumentale per mantenere la famiglia e far rispettare regole e norme, la donna con il ruolo di di leader espressivo, per promuovere la solidarietà familiare e occuparsi dei figli e della casa).

Il sociologo francese François Singly nei suoi studi sulle trasformazioni della famiglia contemporanea, individua due fasi principali:

- dagli inizi del secolo fino agli anni '60: c'è coincidenza tra sentimento amoroso e istituzione matrimoniale. Il matrimonio viene considerato il naturale punto di approdo di un rapporto amoroso, la famiglia è fondata sull'amore e sull'unione coniugale, sull'attenzione affettiva ed educativa verso i bambini, ma anche sulla rigida divisione dei ruoli tra i coniugi e sull'inferiorità sociale e giuridica della moglie e dei figli nei confronti del marito.

- dalla metà degli anni '60 in poi: nasce la famiglia postmoderna caratterizzata dal venir meno della coincidenza tra amore e matrimonio, ma anche dalla fragilità e dall'instabilità determinate dal prevalere della logica affettiva (il matrimonio dura fintanto che c'è il sentimento); inoltre le relazioni di coppia diventano più simmetriche, e quelle tra genitori e figli più democratiche.
Diversi fenomeni demografici confermano la crisi dell'istituzione matrimoniale: il calo e il ritardo dei matrimoni, l'aumento delle convivenze (famiglie di fatto), l'aumento delle separazioni e dei divorzi, l'aumento delle famiglie ricostituite, l'aumento delle famiglie unipersonali, il calo complessivo delle nascite, l'aumento delle nascite fuori del matrimonio. 


In realtà, anche nel passato esisteva una pluralità di forme di famiglia: nel nostro paese eventi come la morte precoce di uno dei coniugi e l'emigrazione avevano dato origine ad un gran numero di famiglie con un solo genitore, o formate da una sola persona, e di famiglie ricostituite, ma l'instabilità del passato (e la molteplici forme cui dava luogo) dipendeva da eventi ineluttabili o involontari, che non mettevano in discussione il matrimonio come istituzione. 

Nella società contemporanea, invece, l'instabilità e la pluralità delle famiglie derivano da una scelta volontaria dei soggetti coinvolti ed esprimono un rifiuto crescente del matrimonio.

Alcuni fattori alla base dell'aumentata instabilità del legame coniugale sono:

- Mutamento dei ruoli maschili e femminili: la crescita delle opportunità lavorative per le donne e il loro impegno fuori casa hanno provocato tensioni nella coppia rompendo gli schemi tradizionali secondo i quali la moglie si occupa dei figli, del marito e della casa, mentre il coniuge provvede al mantenimento della famiglia. Da quando le donne hanno acquisito maggiore potere economico, culturale e psicologico sono diventate più propense a porre termine a matrimoni o convivenze insoddisfacenti, dipendendo meno dal marito. Inoltre, il mutamento dei ruoli maschili e femminili non ha interessato solo l'ambito lavorativo, ma anche quello della gestione della sessualità e della riproduzione: molte coppie attribuiscono a problemi sessuali la causa del fallimento della propria unione, e le donne di oggi sono accusate di essere troppo intraprendenti riguardo alla sessualità e agli approcci amorosi.

- L'evoluzione del ruolo dei figli nei rapporti di coppia e nella società: nel mondo moderno ha perduto di importanza il contratto sociale, che per secoli ha legato i figli ai genitori, per cui il padre e la madre allevavano i figli e li inserivano nel mondo del lavoro e questi, a loro volta, mantenevano e curavano i genitori, quando diventavano anziani. Oggi tra genitori e figli e tra fratelli si formano dei legami meno stereotipati, sempre più ispirati da affinità o dall'amore reciproco, e sempre meno dal senso del dovere o dai vincoli di sangue. I figli adulti mantengono rapporti con i genitori solamente se tra loro sussistono effettivi legami di affetto.


- La trasmissione ereditaria dell'instabilità coniugale: in generale i figli di divorziati hanno maggiori probabilità di divorziare rispetto a coloro che provengono da unioni stabili, come se il divorzio fosse un processo che si autoalimenta e si auto rafforza. 

Paradossalmente è l'individualismo affettivo e il fondare il matrimonio sull'amore romantico e sul sentimento di dedizione profonda per l'altro, a rendere più fragile di un tempo l'unione coniugale.
In passato, il venir meno dell'amore in una coppia non poneva fine all'unione perché le convenzioni e gli interessi economici non lo consentivano; oggi invece, poiché al "matrimonio combinato" si è sostituito il "matrimonio d'amore", le aspettative di felicità della coppia e dei singoli individui sono molto profonde, l'unione rischia quindi di perdere la sua ragione di esistere quando il sentimento amoroso viene meno.