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LA NECESSITA' DI ACCONTENTARE TUTTI...


 
Il desiderio di vedere le altre persone contente è molto nobile. Significa altruismo.
A volte però può diventare problematico. La necessità di accontentare tutti ti impedisce di vivere serenamente la tua vita e ti obbliga a fare cose che non vorresti, a mettere in secondo piano i tuoi desideri per salvaguardare quelli degli altri.
Si instaura un circolo vizioso, quando sai cosa gli altri si aspettano da te, tu non puoi fare a meno di darglielo. Vediamo quali sono i 5 comportamenti principali messi in atto dalla persone che vogliono accontentare tutti.
    • Non sai dire no.
Rispondere sì alle richieste di tutti significa che dovrai dire no a qualcos’altro. All’inizio rinunci al tuo tempo libero diventando l’unica persona a cui sei in grado di rispondere di no. Ma quando le richieste degli altri diventano troppo e troppo frequenti dovrai inevitabilmente fare differenze e dire no a qualcuno. Saranno le persone a cui sei più legata, quelle a cui dire no è più facile perché la confidenza è maggiore, quelle a cui invece dovresti proprio rispondere di sì.
Suggerimento: se rispondere di sì è diventata una risposta automatica, comincia a rispondere “non sono sicuro, devo controllare”. In questo modo potrai prendere tempo e valutare a mente fredda la tua reale disponibilità.
    • Prendere decisioni ti affatica molto.
Prendere decisioni è molto difficile quando lo fai chiedendoti quale sarebbe la decisione che gli altri vorrebbero vederti prendere. Non potendo scrutare nella loro testa non ti resta che fare riferimento a qualcosa che vagamente ti sembra possa essere il loro modo di pensare. E spostare tutto il peso decisionale sul lato emotivo soffrendo molto ogni decisione.
Suggerimento: mettiti al centro della decisione. Cosa ti piace, cosa non ti piace. Cosa ti sembra migliore e più giusto, cosa invece eviteresti. Parti dal presupposto che accontentare tutti è impossibile.
    • Non chiedi aiuto.
Rispondendo sempre di sì a tutti, saresti legittimato a domandare agli altri qualsiasi favore. Invece non riesci a chiedere nemmeno il più piccolo aiuto.
Suggerimento: chiedere favori è una cosa che si può imparare, si deve imparare, è sbagliato non saper contare sugli altri. Allenati chiedendo un piccolo favore al giorno a qualcuno.
    • Non vivi secondo i tuoi valori e desideri.
Se investi tutto il tuo tempo e le tue energie per confermare l’opinione che gli altri hanno di te, non te ne restano per fare quelle cose che vorresti fare se escludessimo il giudizio degli altri. Magari preferisci stare con il tuo fidanzato, ma non riesci a dire di no a un’amica che ti chiede di uscire. Oppure l’esatto contrario, preferisci stare con un’amica ma non riesci a dire no al tuo fidanzato.
Suggerimento: stabilisci all’interno della settimana del tempo per te. Decidilo a priori e prendine abbastanza per fare ciò che veramente vuoi senza l’ansia dell’orologio.
    • Non stabilisci dei confini salubri tra te e gli altri.
La disponibilità che concedi agli altri è la misura della tua identità. Se ti si può chiedere tutto gli altri cominceranno a considerarti come un’estensione delle loro opzioni ogni volta che dovranno risolvere qualcosa. E non come un’altra persona che gentilmente concede loro un favore.
Suggerimento: evita che le persone si approfittino di te. Puoi concedere un favore, ma non può diventare un’abitudine. Imponiti di rifiutare se il numero di favore fatti alla stessa persona stanno diventando troppi, se tra un favore e l’altro è passato poco tempo e se i favore richiesti ti obbligano a spendere molte energie.

AFFRONTARE LA FOBIA SOCIALE

 
Secondo un recente studio pubblicato su Motivation and Emotion, compiere atti di gentilezza sembra essere un’ottima strategia per vincere i problemi relazionali tipici di chi soffre di fobia sociale.
Che cos'è il disturbo d’ansia sociale?
Il DSM V lo definisce come una condizione nella quale il soggetto prova intensa paura o ansia relative a una o più situazioni sociali. Si tratta, nello specifico, di situazioni che potrebbero esporre il soggetto al possibile giudizio da parte degli altri e che provocano nella persona un’ansia eccessiva, non proporzionata alla reale entità del pericolo.
Questa reazione così estrema alle situazioni sociali genera inevitabilmente l’evitamento delle stesse, oppure la persona le affronta con notevole disagio. Tutto ciò interferisce quindi negativamente con la vita del soggetto, causando problematiche lavorative o comunque limitazioni in aree importanti della sua vita.
 
 
Molto spesso si confonde il disturbo d’ansia sociale con la timidezza. Si tratta, però, di due concetti differenti.
La timidezza è un tratto della personalità che può causare qualche problema ma che presenta anche i suoi punti di forza. La qualità della vita di una persona timida non è eccessivamente danneggiata dalla sua timidezza.
Una persona con ansia sociale, invece, soffre di questa condizione sia per il disagio che deve sopportare tutte le volte in cui deve affrontare una situazione sociale, sia per le conseguenze che questo disturbo determina nella sua vita. È stato ad esempio osservato che chi ne soffre tende ad avere minori successi scolastici e lavorativi, minor numero di amici e relazioni sociali poco soddisfacenti.Tutto ciò a causa dei meccanismi di evitamento delle situazioni sociali.
 
In generale, evitare una situazione che ci provoca emozioni negative è il modo migliore per privarsi della capacità di affrontarla. Questo perché tenderemo implicitamente ad associare il nostro stare meglio al fatto di non esserci scontrati con la situazione che ci fa paura.
Nelle fobie, e quindi anche nella fobia sociale, avviene più o meno la stessa cosa. Le situazioni sociali vengono evitate, la persona sta meglio in quanto non prova ansia e, implicitamente, qualcosa nel suo cervello associa il suo stare meglio al fatto che la situazione non è stata affrontata. Il risultato è che la situazione sociale diventerà una minaccia sempre maggiore, e questo innescherà dei circoli viziosi che alimenteranno il problema.
 
La ricerca condotta da Jennifer Trew e Lynn Alden dell’Università della Columbia, ha studiato una strategia per questa fobia: prescrivere di compiere una serie di azioni gentili verso gli altri, al fine di superare la loro inibizione sociale.
Una delle ragioni per le quali chi soffre di ansia sociale evita le situazioni sociali è perché si aspetta esiti negativi (figuracce, rifiuti, critiche, giudizi…). Le azioni di gentilezza si caratterizzano per offrire un beneficio agli altri, piuttosto che a se stessi. Proprio per questa ragione, esse aumentano la probabilità di sperimentare interazioni positive con gli altri, falsificando quindi le aspettative negative.