Saper dire di NO...


Quante volte in una giornata diciamo un "si" che invece vorrebbe essere un "no"? e che disagio sentiamo dopo averlo fatto?
In molte situazioni abbiamo timore di deludere le aspettative dell'altro, di farlo soffrire, di essere considerati in maniera negativa e decidiamo quindi di "soffocare" i nostri reali desideri per soddisfare le altrui richieste.
 
In queste situazioni anteponiamo le richieste proveniente dal mondo esterno a quelle del nostro mondo interno. Col trascorrere del tempo questa abitudine (che magari all'inizio ci era parsa utile per evitare conflitti e facilitarci la vita) diviene nostra nemica facendoci sentire spesso frustrati, ansiosi e tristi. Di fronte anche alle scelte importanti della vita ci sentiamo disorientati e persi. Combattuti tra i nostri desideri e quelle che sappiamo essere le aspettative e di desideri altrui.
 
Come sostiene Dragos Roua, esperto rumeno di crescita personale, dire sempre di sì anche quando sappiamo che è bene dire di no è come essere nelle sabbie mobili: finiamo per affondare lentamente. Se non siamo in grado di dire no nel momento in cui ci rendiamo conto che le cose non vanno bene per noi, alla fine diventiamo un tutt’uno con quella palude.
 
Questa situazione di disagio può essere affrontata grazie all'apprendimento di una nuova capacità di comunicare, l'assertività, iniziando a pensare in termini di "sano egoismo".
Per "sano egoIsmo" intendiamo uno stile di pensiero che considera e valorizza i propri personali desideri e bisogni; questo non significa ignorare le necessità dell'altro o trascurarle ma riuscire a scegliere liberamente quando sia il caso di anteporre le proprie e quando meno senza rimanere imprigionati all'interno di tanti "sì" che non ci consentono di essere e di fare ciò che veramente vorremo.
 
Imparare a pensare e comportarsi in maniera "egoisticamente sana" è importante per il nostro benessere e per poter vivere relazioni sane ed equilibrate con gli altri.
  
 
Ecco allora 3 consigli per dire di no, anche a una persona cara!
 
1. Dillo subito
Hai ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un amico. Se non sei in grado di aiutarlo o l’idea di farlo genera in te rabbia e risentimento per il tempo che toglieresti a te stessa/o, non aspettare a dirlo.
Lasciare una richiesta in sospeso, sperando che l’altra persona se ne dimentichi è una strategia poco efficace e anche poco rispettosa. L’altro non se ne dimenticherà e, anzi, il non ricevere una risposta gli darà molto fastidio (prova a metterti nei suoi panni: come reagiresti se fossi tu a essere ignorata/o?) e farà nascere tante incomprensioni sicuramente evitabili.
 
2. Spiega brevemente il perché
Spiegare le motivazioni alla base del nostro rifiuto può essere di aiuto, soprattutto quando sono amici stretti che ci stanno chiedendo una mano. Attenzione, però, a non esagerare e spiegare tutto con dettagli irrilevanti, altrimenti le cose si complicano ancora di più! Essere brevi, concisi e sinceri è una forma di rispetto per gli altri e questo permetterà loro di capire e accettare la situazione (quasi sempre).
 
3. Proponi un’alternativa
Il segreto per ammorbidire questa situazione spigolosa è proporre un’alternativa. In questo modo, stiamo comunicando all’altra persona che non possiamo aiutarla nel modo da lei richiesto per diversi motivi, ma che cerchiamo comunque di venirle incontro.
Un link a un sito internet o a un blog, un documento, alcuni piccoli consigli, il contatto di un’altra persona sono tutti modi in cui possiamo dare il nostro supporto a un nostro amico.